Posts Tagged ‘no berlusconi day

03
Dic
09

Eccovi il video dei ragazzi di FORLI’ CESENA

29
Nov
09

BOLOGNA – Volantinaggio 28/11/09

29
Nov
09

COSENZA on line – 28 Novembre

29
Nov
09

Guardate il video di Torino – 28 Novembre

Clickate qui sotto!

http://www.youtube.com/v/f2di359b1wk&hl=it_IT&fs=1&color1=0x402061&color2=0x9461ca&border=1

 

http://www.youtube.com/watch?v=f2di359b1wk&feature=player_embedded

29
Nov
09

PAVIA … finalmente banchetto NBD – foto e video!

Qui c’e’ il video  http://www.youtube.com/watch?v=DpvOha_McSE

 

29
Nov
09

I ragazzi di PARMA – 28 Novembre

28
Nov
09

Comunicato di adesione del LINK COORDINAMENTO UNIVERSITARIO: NO B DAY: SPAZZIAMOLI VIA!

Il coordinamento universitario e Unione degli Studenti saranno in piazza il 5 dicembre, contro il Governo Berlusconi, per mandarlo a casa, per contrastare non solo Mr B. ma il Berlusconismo nel suo complesso e ciò che rappresenta. Non saremo in piazza solo contro quel che oggi rappresenta la lettera B, ma per cambiare l’intero alfabeto.

No Abolizione del valore legale del titolo di studi: il DDL di riforma dell’università creando, mediante l’accreditamento, atenei di serie a e atenei di serie b, apre la porta all’abolizione del valore legale del titolo di studi aumentando ancor di più il fossato tra chi può e chi non può permettersi una formazione di qualità.

No Berlusconi perché questo Governo sta minando le basi della democrazia italiana, trasformandone la costituzione materiale, svuotando il Parlamento e ignorando i contrappesi previsti dalla Costituzione, perché per Berlusconi, come per tutti i governi autoritari, meritano una lotta serrata e quotidiana in parlamento, come nelle strade, nelle scuole e nelle università.

No Case dello Studente fatiscenti. Dopo il dramma abruzzese tante restano ancora le criticità e i problemi degli alloggi per studenti, spesso insufficienti e non a norma. Il diritto all’abitare troppo spesso viene messo in discussione dalla carenza di fondi.

No Diritto allo studio svenduto ai privati. La riforma Gelmini dell’università prevede una riforma complessiva del diritto allo studio, con i privati che gestiscono gli alloggi, le S.p.A. Che gestiscono i fondi per i meritevoli e i prestiti d’onore che soppiantino sempre più le borse di studio trasformando la nostra generazione di futuri precari in una generazione di precari indebitati.

No Eserciti e spese militari. La spesa militare in Italia è l’unico settore della spesa pubblica in costante espansione. L’acquisto degli F35 dimostra come nonostante la crisi i soldi ci siano, ma non vengono destinati su capitoli di spesa di interesse collettivo. Chiediamo l’azzeramento dei tagli a scuola, università e ricerca pubblica

No FUS senza soldi. Il Governo sta abolendo, azzerandolo, il FUS, fondo unitario per lo spettacolo, rinunciando al ruolo del pubblico nella promozione di una cultura libera da vincoli aziendali

No Gelmini Perché non possiamo più accettare riforme a costo zero che distruggono l’università pubblica e sentire il ministro parlare dei giovani, del merito, della qualità e della lotta i privilegi, quando la sua riforma non garantisce chi merita, abbassa i livelli qualitativi e aumenta i poteri di quei baroni che noi contestiamo

Non Hai soldi? Non studi! Le tasse universitarie stanno aumentando in tutt’Italia a causa dei tagli della 133/08. In un paese in crisi economica, e senza un sistema di diritto allo studio ciò vuol dire che sempre più studenti saranno costretti a lasciare gli studi.

No Incidenti sul lavoro. Ogni anno migliaia di persone muoiono ancora sui luoghi di lavoro, nel silenzio generale. Non è ammissibile andare a lavorare al mattino e non sapere se si tornerà vivi a casa la sera.

No Lavoro precario. Parlano tanto di famiglia e poi non consentono a un giovane di avere una prospettiva di vita. Precarietà e sfruttamento sono le caratteristiche principali del lavoro svolto da migliaia di laureati, tanto preparati quanto sottopagati, che vedono dequalificate le proprie conoscenze e le proprie vite in nome del profitto di pochi.

No Mafie. Serve una lotta serrata alle mafie. Chiediamo il ritiro dell’emendamento che consente la vendita dei beni confiscati alle mafie. Un emendamento che elimina il riutilizzo sociale delle ricchezze accumulate dalle mafie e rende più forti le cosche, indebolendo le associazioni antimafia.

No Nepotismo e clientelismo. Privilegi di nascita e servitù corporative sono i mali storici dell’università italiana, che la Gelmini si guarda bene dall’attaccare, limitandosi a riverniciare a forza di propaganda e ‘codice etici’ un edificio che è marcio fino in fondo. W la conoscenza, abbasso le conoscenze!

No Onnipotenza dei rettori. Il governo degli atenei ha bisogno di democrazia e di partecipazione. Respingiamo l’attacco alla rappresentanza studentesca e rilanciamo la sfida della democrazia diretta e della partecipazione di tutte le componenti universitarie alle scelte che riguardano tutti.

No Privati nel governo dell’Università. Il DDL di riforma dell’università fa entrare il 40% di privati nel Consiglio di Amministrazione degli Atenei italiani. Demandando di fatto a interessi particolari scelte collettive su didattica, servizi, ricerca, che dovrebbero essere invece fatti da attori pubblici della stessa università

No Raiset. Il monopolio berlusconiano della televisione e l’asservimento della carta stampata agli interessi economici dei poteri forti limitano la libertà di informazione impoverendo il dibattito civile nazionale e mettendo il bavaglio alle voci critiche.

No Spartizione. Il ddl Gelmini, assicurando il 40% dei posti nei cda delle università a privati scelti arbitrariamente, estende il meccanismo della lottizzazione che già regola le aziende regionali per il diritto allo studio, trattate come riserve di poltrone dai partiti

No Turn-over bloccato. Il corpo insegnante italiano è il più vecchio d’Europa, l’età media dei ricercatori è sopra i 40 anni, e il governo non fa che limitare le assunzioni di giovani, condannando la nostra generazione alla precarietà e la ricerca pubblica nazionale a perdere la sfida dell’innovazione

No Umiliazione della ricerca. La precarizzazione totale dei contratti di ricerca e l’attribuzione ai ricercatori e ai dipartimenti degli obblighi didattici cancella la ricerca dal sistema universitario italiano, costringendo all’emigrazione corpi e cervelli

No Vaticano. L’università pubblica è il luogo del sapere libero e del dibattito democratico tra le idee. Respingiamo i continui tentativi da parte delle lobby integraliste e del governo che le sostiene di imporre vincoli confessionali medievali all’istruzione e alla ricerca.

No Zorro, Superman e Batman: non abbiamo bisogno di eroi o supereroi cui delegare la lotta per cambiare tutto quest’alfabeto, ma di studentesse e studenti, cittadine e cittadini che non hanno perso la capacità di indignarsi e di reagire, donne e uomini convinti che un altro mondo sia ancora possibile




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